Filosofia

«Le strategie "dal basso verso l'alto" più rilevanti partono dall'individuo e si sviluppano attraverso l'esempio e l'emulazione fino a generare cambiamenti di massa. La permacultura - per quanto complementare a molti approcci "dall'alto verso il basso" all'interno del movimento ambientalista - non ha come obiettivo principale quello di far pressione su governo e istituzioni per cambiare la politica, ma quello di permettere a individui, famiglie e comunità locali di accentuare la loro autosufficienza e autoregolazione. [...] Tale approccio si basa sulla consapevolezza che una parte della società è pronta, disponibile e in grado, sostanzialmente - questo è ancora più significativo - di cambiare il proprio comportamento, se crede che ciò sia possibile e rilevante. Questa minoranza socialmente ed ecologicamente motivata rappresenta la chiave di volta di un cambiamento su larga scala.»
(David Holmgren, Permacultura, dallo sfruttamento all'integrazione. Progettare modelli di vita etici, stabili e sostenibili)



Giuseppe Cocco - Borzone de Signorio Sabelli, m° Fotografo documentarista geografico dal 1977.
Decido di essere fotografo a 10 anni, mentre documentarista geografico a 12, quando, era il 1970, il mio professore delle medie, Giuseppe Civitelli, mi diede da leggere il libro di Folco Quilici "Sesto continente" della Collana Scrittori d'oggi per la scuola media.
Da allora Quilici diventa il mio mentore; comincio a comprare tutti i suoi libri, a vedere i suoi documentari. La passione principale la fotografia, poi col tempo ho iniziato a scrivere, ma la difesa di categoria dei giornalisti di penna non mi permetteva di dare i miei servizi chiavi in mano. All'indomani di internet, dal 1998, finalmente sono diventato Storyteller 2.0 continuando a realizzare reportage in proprio come da trent'anni, ma completi di foto e testi che ho iniziato a pubblicare sui miei blog.
Viaggio a passo lento (100 metri al minuto, rilevazione di Google) e con sguardo attento sempre pronto a scattare, come un felino a caccia, narrando con immagini e parole, racconti alla scoperta dell'Italia, narrazione del presente tra passato prossimo e scoperta del passato remoto; Viaggi nell'Italia minore con la M maiuscola, il più grande giardino emozionale diffuso, con particolare attenzione al Sud. 
Realizzo fotoreportage in forma di Carnet de Voyages nell'Italia minore, Diari Fotografici 2.0dedicati alla narrazione di architetture, paesaggi sensibili - urbani, rurali, naturali, antropizzati - vita quotidiana, eccellenzee e tipicità, strutture ricettive, identità materiali e immateriali del più grande giardino emozionale diffuso. Poi li diffondo sui miei blog giuseppecocco, penisolabella e vadove(ti)portailtreno, a seconda dei temi trattati e sui social network -: Twitter - Facebook - Google + - Pinterest - Instagram; li geolocalizzo attraverso Google; infine li pubblico nei miei libri "Diari Fotografici di Viaggi in Italia" che possono essere visionati ed acquistati online, cliccando sul logo sotttostante. 

 

Quindi, la mia percezione dello spazio è inedita e personale: legata certamente allo sguardo, ma anche al camminare, al muovermi fisicamente, alla ricerca di un punto di ripresa espressivo ma anche non scontato. E, cercando quel punto, è per me inevitabile continuare ad accumulare metaimmagini e metapensieri che producono non immagini definite, ma ipotesi di immagini. Così mi muovo come un rabdomante alla ricerca di una sorgente, sulla scorta di un'ipotesi che mi consente di leggere comunque il sistema delle sorgenti in generale. E' un processo continuo di ricerca e sperimentazione, che alla fine restituisce l'impressione di assorbire lo spazio e al contempo esserne assorbiti.




NE' RICCO NE' FAMOSO MA SOLO UTILE E FELICE, fotografo autore, artista, filosofo, mite, creativo, ascetico, visionario, contemplativo, lento per nascita e per scelta, lavoro con con sguardo lento, vivo e viaggio praticando l'ozio creativo e le pause etiche estetiche. Vivo guardando e ascoltando, con 5 sensi + 3 cuore mente spirito.
Il mio progetto 2.0 - etico estetico impegnato -, va oltre le parole e, attraverso l'uso delle immagini, vuole creare racconti visuali ed icone emozionali che possano entrare a far parte dell'immaginario collettivo, per una consapevolezza del vissuto.
Non appongo solo una firma di prestigio, ma mi coinvolgo col mio stile espressivo, il linguaggio interpretativo, denso di soggettività.

La fotografia è strumento di comunicazione in grado di coinvolgere tutti ed ognuno, con la sua sintesi e immediatezza; attraverso la sua forza evocativa, la potenza testimoniale, supportate da un linguaggio esteticamente “accattivante”, largamente comprensibile; se non può cambiare il mondo, induce a meditare e riflettere, arricchisce mente e spirito; contribuisce a sviluppare consapevolezza, mostrando “l’estetica del quotidiano”, migliora la percezione della qualità della vita; grazie alla capacità di parlare un linguaggio tra i più comprensibili e coinvolgenti al mondo, può cambiare le coscienze e creare opinione pubblica. Ispirate da sensazioni ed emozioni, la lentezza dello sguardo, hanno la capacità di indurre letture da cui scaturiscono pensieri, considerazioni, rimandi culturali.

Meglio delle parole, le immagini, creano icone emozionali, in grado di coinvolgere, divulgare, sensibilizzare, creare consapevolezza ed opinione pubblica, tentando di coinvolgere la cittadinanza, migliorare il quotidiano e la vita degli individui e della società, per un mondo migliore.

Borzone de Signorio Sabelli da parte di madre, provengo da una famiglia nella quale ho antenati illustri tra i quali, oltre a 5 Papi ed 11 Cardinali, i pittori Luciano Borzone (Genova 1590-1645) e i figli e allievi Giovanni Battista BorzoneCarlo Borzone e Giovanni Francesco Maria Borzone (Genova 1625-1679), pittore e ad astronomo chiamato in Francia nel 1656 ad affrescare il castello di Vincennes (Lagrange); lo zio Luigi Ottavio Borzone de Signorio Sabelli; mentre, da parte di padre, Mimmo Rotella. Naturalmente il mio bagaglio culturale artistico è intriso di arte italiana, e non solo. Mi ritrovo nei vedutisti, in pittura macchiaioli, Segantini, Canaletto, Boldini, Bernardo Bellotto, Guardi; ma anche negli acquarellisti Ettore Roesler Franz, lo stesso Goethe e il più recente Aldo Riso; per il disegno e la grafica Durer, Piranesi
Tra i fotografi, certamente rientro nel solco dei fotografi di architettura e paesaggio, alcuni dei quali coetanei contemporanei e "concorrenti", Gabriele Basilico, il più vicino, ma anche Mimmo Jodice e Luigi Ghirri; mentre per la fotografia rurale ed antropologica, l'amico Mario Cresci.

Per finire, dirò che dopo quarant'anni di attività fotografica, oggi trovo ci sia bisogno di alfabetizzare alla comunicazione fotografica; infatti, la fotografia democratizzata dai nuovi mezzi di ripresa, diffusa dai social media, è maltrattata, maleducata, brutta, inutile.

Io, Fotografo autore, sento il diritto e dovere di alfabetizzare alla bellezza, alla scrittura visiva, al saper vedere, a sapere esprimere le proprie idee ed emozioni attraverso un progetto visivo, alla scelta del punto di vista, ad una corretta inquadratura; a fotografare seguendo la grammatica e la sintassi del linguaggio fotografico, evitando linee cadenti, inutili distorsioni e fotografie oblique. Fotografare emozioni per emozionare.

“Non c'è dubbio che abbia poco senso ammassare centinaia di migliaia di fotografie in un grande registro nazionale, se gran parte di esse continuano a essere scatti amatoriali privi di gusto estetico […]. E' mia ferma convinzione che il fotografo incapace di apprezzare la bellezza di un'opera d'arte non sarà nemmeno capace di ricreare quella bellezza per l'apprezzamento del pubblico.” Sono parole di Helmut Gernsheim, tratte dal suo libro Focus on Architecture and Sculpture, la cui prima edizione è del 1949. Gernsheim, tedesco di Monaco, fotografo, collezionista e storico della fotografia, lavorò per il National Buildings Record britannico tra il 1942 e il 1945. Secondo la sua opinione, per costruire un buon archivio visivo dei beni culturali e architettonici non servono molte fotografie, ma fotografie ben pensate, prima ancora che ben eseguite; dunque, la semplice necessità documentativa dell'architettura e le fotografie che la certificano si pongono un gradino sotto la fotografia concettuale, soggettiva, d'autore, che esprime una conoscenza pregressa degli oggetti che rappresenta, raggiunta attraverso studi e ricerche preventivi allo scatto.


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